Gabetti: chi ha “inventato” l’intermediazione immobiliare

Di recente il Gruppo Gabetti è diventato il primo marchio storico del real estate in Italia. Abbiamo incontrato Marco Speretta, direttore generale del Gruppo Gabetti e amministratore delegato di Gabetti Franchising, Grimaldi e Professionecasa, per farci raccontare i primi 70 anni di quella che a tutti gli effetti è una storia di grande successo.

«Gabetti ha sempre saputo evolversi affrontando tutti i cambiamenti della nostra società e diventandone spesso anche precursore. Nel 2020 abbiamo festeggiato i nostri 70 anni di presenza sul mercato italiano e, a distanza di neppure un anno, abbiamo ottenuto l’iscrizione del nostro marchio Gabetti al registro speciale “Marchio storico d’interesse nazionale”. L’importante riconoscimento racconta la storia del nostro Gruppo che ha da sempre rappresentato il mercato immobiliare, riuscendo, nel tempo, ad affermarsi e a crescere, anche durante i momenti più difficili, proprio grazie alla capacità e al desiderio di fare innovazione».

Marco Speretta, direttore generale del Gruppo Gabetti e amministratore delegato di Gabetti Franchising, Grimaldi e Professionecasa

Il fondatore Giovanni Gabetti, ricorda Speretta, «di fatto negli anni ‘50 ha iniziato la storia dell’intermediazione immobiliare. Inventa per la prima volta la modulistica e crea corsi professionali, inizia la vendita frazionata dei cantieri, rivoluziona il modo di fare pubblicità dell’immobiliare creando i primi uffici mobili, le formule promozionali e sponsorizzando il basket Cantù e Olimpia Milano. Un imprenditore visionario che ha nel tempo diversificato il business e i servizi tanto da essere insignito di una serie di riconoscimenti personali importanti, proprio per il suo essere carismatico e innovativo. Per celebrare questo successo abbiamo pensato una campagna di comunicazione “Rendiamo Stabile L’Italia” che meglio rappresentasse la nostra storicità. Complici le problematiche dell’ultimo anno di pandemia, abbiamo assistito a un fenomeno che ha spinto tante persone a voler esporre il tricolore dalla propria abitazione, come rappresentazione dell’orgoglio di vivere nel nostro paese. Ecco il perché della scelta di questa immagine che raffigura al meglio i due elementi simbolo di Gabetti:
l’italianità e l’immobiliare».

Qual è il modello di business che vi contraddistingue?

Gabetti Property Solutions è l’unico full service provider del settore immobiliare in grado di coprire l’intera filiera su tutto il territorio Italiano. Elemento distintivo del Gruppo è operare secondo un sistema di gestione di tutte le fasi strategiche e realizzative nella catena del valore del mercato real estate, grazie a un’ampia e sinergica offerta di servizi integrati. Il nostro Gruppo non è infatti solo intermediazione, ma anche servizi tecnici, property management, facility management, advisory, ristrutturazione, riqualificazione, supporto finanziario e non solo.

Quali sono i nuovi trend su cui si gioca il futuro del settore?

Se parliamo di visione e di futuro dell’immobiliare ci sono due elementi che più di altri hanno determinato per noi la scelta della strategia che, ormai da qualche anno, caratterizza il nostro Gruppo e le nostre agenzie:

  • il futuro della professione dell’agente immobiliare che, di fatto, deve trasformarsi in consulente;
  • il futuro del parco immobiliare italiano, giocato su due parole chiave, sostenibilità e riqualificazione.

Da agente a consulente immobiliare, quindi?

I nostri agenti devono diventare dei consulenti immobiliari, che rappresentano un punto di riferimento per i clienti su ogni tematica immobiliare: valutazione, intermediazione, mutuo, assicurazione, riqualificazione, regolarizzazione, gestione utenze e tutti quei servizi correlati direttamente alla casa. Durante il lockdown abbiamo messo a disposizione dei nostri affiliati una serie di servizi digitali, interattivi e di
comunicazione tailor-made che sono proseguiti con la riapertura delle agenzie. Anche in questo periodo abbiamo continuato a guardare avanti, delineando gli scenari futuri e accelerando di fatto la concretizzazione delle reti e dei consulenti immobiliari 4.0.

L’abitare sostenibile, avete addirittura creato una community…

Purtroppo il parco immobiliare italiano è completamente obsoleto ed energivoro. Oltre il 60% degli immobili residenziali è stato costruito prima del 1980 e più del 75% degli immobili residenziali è in classe G.
Mai come oggi possiamo osservare una inadeguatezza degli immobili sul mercato rispetto alle rinnovate esigenze. Cosa possiamo fare, quindi? Riqualificare più immobili possibili e cambiare le nostre abitudini
di vita e di gestione degli immobili. Non a caso, nel 2018 abbiamo creato l’evento Home Together, realizzato nuovamente nel 2020, che ha riunito oltre 5mila addetti ai lavori, tra tecnici, amministratori, professionisti e imprese, con un obiettivo comune: occuparsi dell’abitare sostenibile. Per primi abbiamo messo a sistema l’intera filiera della riqualificazione immobiliare, dando vita a una vera e propria community. Un percorso proseguito anche quest’anno, in gennaio, con l’Ecobonus Day organizzato da Gabetti Lab.

Può farci il punto sulle vostre agenzie nel territorio?

Il Gruppo Gabetti con le diverse reti copre l’intera filiera dell’offerta immobiliare: intermediazione, riqualificazione e mediazione creditizia. Alle agenzie immobiliari con il marchio Gabetti, Grimaldi e Professionecasa si aggiungono le reti di imprese di Gabetti Condominio e Gabetti Tec specializzate nell’ambito della riqualificazione; a questo si aggiunge la rete
Monety di mediatori del credito. In tutto contiamo circa 1.800 imprese affiliate con circa 15mila operatori.
Oltre al mondo reti, il Gruppo è presente con 10 sedi su tutti i maggiori capoluoghi con tutte le altre società. Siamo attivi nel settore residenziale (luxury, nuove costruzioni, dismissioni) con circa 90 consulenti immobiliari e operiamo nel settore “usi diversi” con uno staff di circa 60 persone.

Le reti immobiliari pertanto crescono?

Negli ultimi anni cinque anni la crescita delle nostre reti immobiliari in franchising è stata del 38%, una percentuale che conferma quanto il nostro modello di franchising sia la soluzione ideale per un imprenditore del real estate. Per quanto riguarda invece le altre società del Gruppo l’aumento è stato di circa il 46%. Sono trend che seguono la crescita del nostro mercato e del Gruppo in termini sia di fatturato sia di volumi di lavoro.

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