Strumenti investigativi a sostegno dell’attività legale. Quando la collaborazione diventa vincente

Indagini investigative capillari a supporto di strategie legali mirate costituiscono l’ottima formula di Intelligo Srl con sede a Forlì, agenzia che opera su tutto il territorio nazionale, impegnata in svariati ambiti professionali, tra i quali spicca certamente quello aziendale, INTELLIGO SRL e che collabora con le varie Procure italiane. Se la mentalità comune, in merito alle realtà investigative, può evocare scenari perlopiù di stampo relazionale, d’indiscutibile spessore, non si deve trascurare il ruolo decisivo di un’indagine ben svolta che è divenuta, negli anni, strumento elettivo volto alla tutela del patrimonio aziendale in termini di strumenti, mezzi e risorse, nonché di fedeltà dei propri collaboratori. Il titolare di licenza, Andrea Galeotti, aff erma che le ultime sentenze di Cassazione, che si è favorevolAndrea Galeotti, co-founder & chairman di Intelligo Srl mente espressa in questi giorni nel Tribunale di Milano in merito ad alcuni suoi incarichi, suggeriscono un ampio apprezzamento per un corretto utilizzo di questa modalità di tutela, sia da parte di enti che di titolari d’impresa, qualora si ravvedano segni di condotte illecite, a vario titolo, da parte dei dipendenti, in termini di aderenza contrattuale, utilizzo consono dei beni aziendali in uso, assenze ingiustifi cate o difformità di fruizione dei permessi concessi sulla base della Legge 104/92.

Prendendo in esame quest’ultimo aspetto vale la pena precisare che, in considerazione dell’incremento di richieste in tal senso, l’attività dell’agenzia si è specializzata nel condurre a buon fi ne mandati di questa natura. Il ruolo dell’investigatore è divenuto essenziale nel convalidare o smentire sospetti sui comportamenti dei propri collaboratori i quali possono essere legalmente sottoposti a un periodo di controllo che ne accerti la fedeltà sotto vari profi li e limitatamente alle fi nalità dell’indagine stessa, senza violare l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori che non consente di monitorarne la produttività e valutarne la prestazione professionale. Il rispetto di questa norma e l’integrità del lavoro svolto consentono al legale, che farà utilizzo della documentazione probatoria, di non incorrere in impugnazioni o archiviazioni poiché si troverà ad operare esclusivamente con dati certi e trasparenti, esperiti attraverso collaudati protocolli investigativi redatti sulla base della ormai lunga esperienza professionale acquisita. Questo passaggio diviene di fondamentale importanza nel momento in cui il ricorrente si farà rappresentare dalle associazioni di categoria e/o dai sindacati poiché, da una corretta documentazione fotografi ca, sarà possibile verifi care e provare in modo incontrovertibile l’eff ettiva condotta dell’interessato. Del pari l’iniziativa di avvalersi di accertamenti investigativi appare, per costante giurisprudenza, giustifi cata anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi di sospetto o della mera ipotesi di illeciti in corso di esecuzione da parte del lavoratore, come asserito dalla Cass. N. 4670/2019; Cass. N. 848/2015; Tribunale di Salerno Sez. Lavoro Sent. 29/01/2020.

Spesso il sospetto del datore di lavoro nasce dalla disamina della reportistica fornita dal dipendente o quando sussistono molte assenze che trovano diffi cile giustifi cazione e che, per numero e piazzamento temporale, compromettono la continuità organizzativa e il perseguimento di obiettivi aziendali; quadro sicuramente appesantito dalla fruizione fraudolenta di una Legge 104, suscettibile di rilevanza penale, dietro la quale, non dimentichiamolo, c’è sempre una persona in situazione di diffi coltà che, probabilmente, non sta ricevendo cure adeguate. In virtù di queste considerazioni, che si è riusciti a trasmettere a numerosi titolari di azienda con realtà molto articolate, si è messo a punto una procedura che consente di tenere sotto controllo le criticità prima che degenerino e riverberino negativamente sui profi tti, soprattutto in un momento storico in cui è fondamentale ottimizzare le risorse a propria disposizione nell’ambito delle leggi vigenti.

Parimenti, lo stesso tipo di approccio strategico e concertato viene applicato ad altre casistiche non meno numerose, sia nel settore privato che aziendale, confermando la grande effi cacia di uno stretto connubio tra l’azione legale e quella investigativa raggiungibile attraverso un rapporto di reciproca stima e fi ducia nelle rispettive professionalità che mai si sovrappongono e sempre si sostengono a benefi cio del committente; sinergia che è auspicabile a prescindere diviene invece indispensabile ogni qualvolta ci si confronta con casi di delicate tematiche interpersonali dove, oltre al normale procedere, si deve essere in grado di gestire al meglio il bagaglio psicoemotivo che il cliente porta con sé. Un esempio di tale dinamica è sicuramente racchiuso nei casi di stalking e minacce, purtroppo sempre più numerosi, che vanno dall’ambito familiare a quello professionale, che vengono solitamente gestiti in una triangolazione che ha come vertici, oltre all’investigatore, le Forze dell’ordine e il legale e, solitamente, questo tipo di dispiegamento è quasi sempre sinonimo di risoluzione del problema.

Le indagini ben svolte sono divenute, negli anni, strumento elettivo volto alla tutela del patrimonio aziendale in termini di strumenti, mezzi e risorse, nonché di fedeltà dei propri collaboratori Gennaio – Dicembre 2020 World Excellence 17 Strumenti investigativi a sostegno dell’attività legale. Quando la collaborazione diventa vincente I ndagini investigative capillari a supporto di strategie legali mirate costituiscono l’ottima formula di Intelligo Srl con sede a Forlì, agenzia che opera su tutto il territorio nazionale, impegnata in svariati ambiti professionali, tra i quali spicca certamente quello aziendale, INTELLIGO SRL e che collabora con le varie Procure italiane. Se la mentalità comune, in merito alle realtà investigative, può evocare scenari perlopiù di stampo relazionale, d’indiscutibile spessore, non si deve trascurare il ruolo decisivo di un’indagine ben svolta che è divenuta, negli anni, strumento elettivo volto alla tutela del patrimonio aziendale in termini di strumenti, mezzi e risorse, nonché di fedeltà dei propri collaboratori. Il titolare di licenza, Andrea Galeotti, aff erma che le ultime sentenze di Cassazione, che si è favorevolAndrea Galeotti, co-founder & chairman di Intelligo Srl mente espressa in questi giorni nel Tribunale di Milano in merito ad alcuni suoi incarichi, suggeriscono un ampio apprezzamento per un corretto utilizzo di questa modalità di tutela, sia da parte di enti che di titolari d’impresa, qualora si ravvedano segni di condotte illecite, a vario titolo, da parte dei dipendenti, in termini di aderenza contrattuale, utilizzo consono dei beni aziendali in uso, assenze ingiustifi cate o difformità di fruizione dei permessi concessi sulla base della Legge 104/92.

Prendendo in esame quest’ultimo aspetto vale la pena precisare che, in considerazione dell’incremento di richieste in tal senso, l’attività dell’agenzia si è specializzata nel condurre a buon fi ne mandati di questa natura. Il ruolo dell’investigatore è divenuto essenziale nel convalidare o smentire sospetti sui comportamenti dei propri collaboratori i quali possono essere legalmente sottoposti a un periodo di controllo che ne accerti la fedeltà sotto vari profi li e limitatamente alle fi nalità dell’indagine stessa, senza violare l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori che non consente di monitorarne la produttività e valutarne la prestazione professionale. Il rispetto di questa norma e l’integrità del lavoro svolto consentono al legale, che farà utilizzo della documentazione probatoria, di non incorrere in impugnazioni o archiviazioni poiché si troverà ad operare esclusivamente con dati certi e trasparenti, esperiti attraverso collaudati protocolli investigativi redatti sulla base della ormai lunga esperienza professionale acquisita.

Questo passaggio diviene di fondamentale importanza nel momento in cui il ricorrente si farà rappresentare dalle associazioni di categoria e/o dai sindacati poiché, da una corretta documentazione fotografi ca, sarà possibile verifi care e provare in modo incontrovertibile l’eff ettiva condotta dell’interessato. Del pari l’iniziativa di avvalersi di accertamenti investigativi appare, per costante giurisprudenza, giustifi cata anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi di sospetto o della mera ipotesi di illeciti in corso di esecuzione da parte del lavoratore, come asserito dalla Cass. N. 4670/2019; Cass. N. 848/2015; Tribunale di Salerno Sez. Lavoro Sent. 29/01/2020. Spesso il sospetto del datore di lavoro nasce dalla disamina della reportistica fornita dal dipendente o quando sussistono molte assenze che trovano diffi cile giustifi cazione e che, per numero e piazzamento temporale, compromettono la continuità organizzativa e il perseguimento di obiettivi aziendali; quadro sicuramente appesantito dalla fruizione fraudolenta di una Legge 104, suscettibile di rilevanza penale, dietro la quale, non dimentichiamolo, c’è sempre una persona in situazione di diffi coltà che, probabilmente, non sta ricevendo cure adeguate.

In virtù di queste considerazioni, che si è riusciti a trasmettere a numerosi titolari di azienda con realtà molto articolate, si è messo a punto una procedura che consente di tenere sotto controllo le criticità prima che degenerino e riverberino negativamente sui profi tti, soprattutto in un momento storico in cui è fondamentale ottimizzare le risorse a propria disposizione nell’ambito delle leggi vigenti. Parimenti, lo stesso tipo di approccio strategico e concertato viene applicato ad altre casistiche non meno numerose, sia nel settore privato che aziendale, confermando la grande effi cacia di uno stretto connubio tra l’azione legale e quella investigativa raggiungibile attraverso un rapporto di reciproca stima e fi ducia nelle rispettive professionalità che mai si sovrappongono e sempre si sostengono a benefi cio del committente; sinergia che è auspicabile a prescindere diviene invece indispensabile ogni qualvolta ci si confronta con casi di delicate tematiche interpersonali dove, oltre al normale procedere, si deve essere in grado di gestire al meglio il bagaglio psicoemotivo che il cliente porta con sé.

Un esempio di tale dinamica è sicuramente racchiuso nei casi di stalking e minacce, purtroppo sempre più numerosi, che vanno dall’ambito familiare a quello professionale, che vengono solitamente gestiti in una triangolazione che ha come vertici, oltre all’investigatore, le Forze dell’ordine e il legale e, solitamente, questo tipo di dispiegamento è quasi sempre sinonimo di risoluzione del problema.

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