I 10 paesi con più siti patrimonio UNESCO al mondo: dove si posiziona l’Italia?

Ci sono un totale di 1.172 siti del patrimonio mondiale situati in 166 paesi, di cui 913 sono culturali, 220 naturali e 39 sono proprietà miste.

La Convenzione sul Patrimonio Mondiale, fondata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) nel 1972, definisce i siti del Patrimonio Mondiale come luoghi significativi per il patrimonio culturale o naturale.

Monumenti, gruppi di strutture e luoghi, compresi i siti archeologici, rientrano nella categoria del patrimonio culturale. La seconda categoria comprende siti naturali significativi dal punto di vista della scienza, della conservazione o della bellezza naturale.

I 10 paesi con il maggior numero di siti UNESCO

Ecco la lista dei 10 paesi con il più alto numero di siti patrimonio UNESCO.

Italia

L’Italia aveva 59 siti riconosciuti nel 2023, superando i 57 della Cina e diventando lo stato con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Umanità.

Le incisioni rupestri della Valcamonica, il primo sito in Italia, furono aggiunte all’elenco durante la terza sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, che ebbe luogo nel 1979 al Cairo e Luxor, in Egitto. Nel corso degli anni ’90 si sono aggiunti 25 nuovi siti italiani, di cui 10 siti in occasione della 21a sessione tenutasi a Napoli nel 1997.

Cina

La Cina è seconda al mondo con 57, appena dietro all’Italia. Il 12 dicembre 1985 la Cina ha ratificato la Convenzione per la protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale. Queste località costituiscono una parte significativa delle inestimabili e diversificate risorse turistiche della Cina.

Germania

La Cattedrale di Aquisgrana è stata la prima località elencata nel 1978. Nel 2021 sono state aggiunte quattro nuove località. 48 siti sono riconosciuti per il loro significato culturale, mentre solo tre sono naturali. Nel 2023, ci sono un totale di 52 siti patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Francia

Il 27 giugno 1975, la Francia ha ratificato la Convenzione per la protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, rendendola idonea a nominare i luoghi del suo territorio nella Lista del Patrimonio Mondiale. Ci sono 52 beni in Francia elencati come Patrimonio dell’Umanità, compresi quelli naturali e culturali.

Spagna

I siti spagnoli furono originariamente aggiunti all’elenco durante l’ottava sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale a Buenos Aires, Argentina, nel 1984.

Durante quell’incontro furono inclusi cinque nuovi siti: il Parco Güell, Palau Güell e Casa Milà a Barcellona; la Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione a Cordoba; l’Alhambra e il Generalife a Granada; la Cattedrale di Burgos; e il Monastero e il Sito dell’Escorial a Madrid.

India

Il 14 novembre 1977 l’India ratificò il trattato, rendendo i suoi siti idonei alla quotazione. In India, ci sono 42 siti Patrimonio dell’Umanità. Uno di questi, il Parco Nazionale Khangchendzonga, è di tipo misto, con 34 siti culturali e 7 naturali.

Messico

Il 23 febbraio 1984, il Messico ha ratificato la convenzione, rendendo i suoi siti storici idonei all’inserimento nell’elenco. Trentacinque siti del patrimonio mondiale, inclusi ventisette siti culturali, sei siti naturali e due siti combinati, si trovano in Messico.

Regno Unito

Un sito designato ciascuno in Inghilterra e Scozia è incluso nell’elenco dell’UNESCO, insieme a 18 siti che si trovano in Inghilterra, cinque in Scozia, quattro in Galles, uno in Irlanda del Nord e un sito ciascuno a Bermuda, Gibilterra, Isole Pitcairn, e Sant’Elena. C’è un’altra località che si ritiene sia nell’elenco di Cipro, ma si trova parzialmente nel territorio britannico di Akrotiri e Dhekelia.

Russia

Alla 14a sessione del Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, tenutasi a Banff, Alberta, Canada, nel dicembre 1990, i primi cinque siti dell’Unione Sovietica furono aggiunti all’elenco. Tre di questi monumenti, quelli di San Pietroburgo (allora conosciuta come Leningrado), Kizhi Pogost e il Cremlino e la Piazza Rossa di Mosca, si trovano nella moderna Federazione Russa.

Iran

Il 26 febbraio 1975, l’Iran ha ratificato il trattato, rendendo i suoi siti storici idonei a essere inseriti nell’elenco dell’UNESCO. Ci sono un totale di 27 siti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO in Iran.

Meidan Naghshe Jahan, Isfahan, Persepolis e Tchogha Zanbil sono stati i primi tre monumenti iraniani ad essere aggiunti all’elenco durante la terza sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, che si è tenuta nel 1979 a Il Cairo e Luxor, Egitto.

La missione dei luoghi del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO è quella di identificare, proteggere e promuovere i monumenti culturali e naturali di eccezionale valore per l’umanità, promuovendo al contempo la cooperazione internazionale per preservare questi luoghi per le generazioni presenti e future.

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