La ripresa passa dall’organizzazione e dalle persone

Niccolò Branca, a capo delle distillerie Branca, è ottimista. Le occasioni non mancano e per coglierle basta razionalizzare la gestione e investire sulle risorse umane

L’ottimismo è un tratto caratteristico di chi fa impresa e ogni giorno deve confrontarsi con il mercato.
[auth href=”http://www.worldexcellence.it/registrazione/” text=”Per leggere l’intero articolo devi essere un utente registrato.
Clicca qui per registrarti gratis adesso o esegui il login per continuare.”]Nel caso di Niccolò Branca, amministratore delegato e presidente della holding del gruppo Branca International, non si tratta di una posizione generica, ma frutto di un ragionamento sulle qualità del Paese, delle persone e delle imprese che punta a riconoscere le eccellenze, individuando i nodi da sciogliere.
Alla luce della sua lunga esperienza, che idea si è fatto della situazione che sta vivendo il Paese? A suo avviso ci sono le condizioni per tornare a crescere in maniera sostenuta? Sono sempre stato convinto, sin dalle sue prime manifestazioni, che questo lungo difficile periodo ha caratteristiche molto diverse dalle crisi che si sono verificate in passato. La situazione che stiamo vivendo chiede a tutti noi una risposta di lungo respiro. È un’occasione imperdibile di rinnovamento profondo che, come tutti i cambiamenti, può portare delle splendide occasioni. Il che, però, richiede un cambiamento radicale, totale, vero.
Concretamente da dove partire? A mio avviso la strada principale passa per una riscoperta dell’autentico rispetto delle persone, intese sempre come fini e non come mezzi. Il rispetto dovuto all’ambiente, che ci accoglie, e ai suoi innumerevoli doni a cui attingiamo per la preparazione dei nostri prodotti. La costante attenzione e l’elevata qualità che contraddistinguono tutte le diverse fasi in grado di apportare valore all’intero processo della filiera produttiva. I molti investimenti in ricerca, innovazione e formazione…
Non teme di sfociare nell’utopia?
Non vedo altra strada. È stata la fedeltà a questi valori e l’applicazione di questi principi che ha permesso, a noi di Branca, di superare la crisi. I nostri prodotti, ottenuti da ingredienti selezionati, sono realizzati seguendo processi produttivi che mettono sempre al centro l’essere umano, e passano attraverso periodi di invecchiamento che rispettano una serie di requisiti certificati. I consumatori, in Italia e all’estero, riconoscono e premiano queste qualità.
Da anni si lamenta il deficit di produttività in Italia… come avvicinare alle migliori esperienze occidentali?
Per migliorare la produttività a mio avviso è indispensabile puntare su due aspetti: da una parte, le razionalizzazioni gestionali, dall’altra gli investimenti sulla formazione e il benessere dei lavoratori. Questo secondo aspetto ha ritorni meno immediati ma più duraturi sul lungo periodo: un dipendente più soddisfatto e felice sul posto di lavoro infatti, diventa più produttivo e disposto a impegnarsi per il successo dell’impresa. Quest’ultimo è anche un fattore essenziale del mio stile imprenditoriale, improntato all’economia della consapevolezza: il rapporto con i collaboratori è ispirato a una visione olistica del fare impresa ed è un rapporto basato sulla correttezza e sul rispetto. Il dipendente che si reca ogni giorno in azienda, lo fa con serenità. Perché sa di lavorare in un ambiente che ne rispetta le caratteristiche individuali, che lo riconosce, che ne favorisce la crescita umana e professionale. Un ambiente in cui si identifica, per affinità di valori e di principi.
Nelle sue parole sembrano lontanissimi i tempi della conflittualità sociale… Il processo di cambiamento passa per una maggiore responsabilizzazione Al tempo stesso però, il lavoratore deve avere la consapevolezza che il suo apporto è fondamentale perché l’Organismo Vivente-azienda rimanga in piena salute, perché sia efficiente ed efficace. Deve avere consapevolezza che non ci sono solo diritti, ma anche doveri. Per questo deve collaborare al benessere dell’impresa manifestando proattività, assertività e capacità di execution. L’adozione di iniziative o spese legate al welfare e al benessere dei dipendenti Branca sono funzionali a costruire una collaborazione attiva tra la direzione aziendale e il personale. Da sempre il clima lavorativo in Branca si basa sulla condivisione e il rispetto degli altri, e questo si traduce in una maggiore produttività e nel mantenimento di un buon equilibrio. Ce lo conferma un dato importante: nella nostra società il turn over è molto basso. I lavoratori restano in Branca perché ne condividono i principi, perché l’azienda non li limita, anzi è attenta ai loro bisogni fuori e dentro il posto di lavoro.
La vostra azienda ha puntato molto sull’export, ma sono ancora poche le aziende italiane che riescono a sfondare oltreconfine…a suo avviso quali sono le azioni da compiere per crescere all’estero? Dal 1999, da quando sono alla guida dell’azienda, ho cercato di dare ulteriore impulso e sviluppo alla presenza internazionale, credendo profondamente in questa strategia di crescita per l’azienda. Fratelli Branca Distillerie ora vende in 160 Paesi, con una presenza in tutti i cinque continenti. Ci sono Paesi star che ci stanno dando buoni risultati e dove soprattutto i nostri prodotti “porta bandiera”, come Fernet-Branca, Brancamenta e Antica Formula, stanno aumentando le loro quote di mercato. Il primo elemento chiave di successo a livello internazionale, è sicuramente racchiuso nell’eccellenza dei propri prodotti. In un mercato globale sempre più competitivo è necessario infatti poter riporre fiducia sull’assoluta validità dei prodotti, naturalmente puntando anche sull’elevata qualità dell’assistenza pre e post-vendita. In secondo luogo è essenziale una conoscenza approfondita del mercato in cui si intende entrare, e constatare l’attrattiva dei propri prodotti nel nuovo contesto geografico-culturale, evitando di intraprendere iniziative avventate, o di esporsi simultaneamente su più fronti. Infine, nel caso in cui l’azienda non intenda essere presente in maniera diretta, è cruciale la scelta del giusto distributore, da cui dipende una parte fondamentale del successo complessivo dell’iniziativa. Nella selezione di un partner commerciale, i primi aspetti che verifichiamo sono la sua reale convinzione nel successo del prodotto – quindi, la disponibilità a investire – la qualità del suo management e, infine, la credibilità che ha già acquisito sul mercato, presso la distribuzione, i vari player e i possibili consumatori.
Con le banche destinate a concedere prestiti con parsimonia anche nei prossimi anni, verso quali direzioni dovrebbero indirizzarsi le aziende? Che ne pensa della possibilità di aprire il capitale al private equity o al pubblico indistinto con la quotazione in Borsa? Il tema del finanziamento delle attività produttive è tra i più dibattuti. Tuttavia non c’è una ‘freccia d’oro’ capace di raggiungere sempre il bersaglio: ogni situazione richiede un diverso tipo di finanziamento o un mix dei vari tipi. In linea generale, però, ritengo importante che a ogni forma di finanziamento esterno debba corrispondere una quota di autofinanziamento, per garantire la serietà dell’impegno imprenditoriale. L’imprenditore, in quanto tale, deve infatti saper rischiare anche in proprio e non solo con i soldi degli altri. Per quanto riguarda la Borsa, non dico di no a priori. È un ottimo strumento, se rivolto a specifici progetti industriali.
Quali sono i piani di sviluppo della vostra società a medio termine? Vi sono acquisizioni in vista? Sicuramente possiamo crescere a livello organico puntando sempre sull’eccellenza dei nostri prodotti, in cui crediamo e riponiamo grande fiducia, e sulla loro possibilità di sviluppo. Possiamo anche crescere a livello internazionale, mirando all’acquisizione di aziende e di nuovi marchi e aprendoci a ulteriori mercati, ma soprattutto sviluppando alcuni di quelli esistenti. Il denominatore comune di ogni nostra azione è e resterà comunque un’estrema attenzione all’elevata qualità dei prodotti, garantita dai continui investimenti in ricerca, innovazione ed efficienza della struttura organizzativa. I consumatori, in Italia e all’estero, sono sempre più attenti e preparati, perciò in grado di distinguere e apprezzare la qualità. Da sempre, in Branca consideriamo i consumatori, con la loro peculiare sensibilità, come ‘coimprenditori’: coloro che ci aiutano a fare impresa.
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