I paesi che non fanno parte dell’ONU nel 2024

Le Nazioni Unite (ONU) rappresentano la principale organizzazione intergovernativa a livello globale, vantando l’adesione di 193 stati membri insieme a due stati osservatori permanenti non membri, la Palestina e la Città del Vaticano/Santa Sede.

Garantendo una pari rappresentanza, ogni Stato membro ha voce in capitolo nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Istituita nel 1945 dopo la seconda guerra mondiale, la missione principale delle Nazioni Unite ruota attorno al sostegno della pace e della sicurezza internazionali, ottenute attraverso la prevenzione dei conflitti, la mediazione e l’instaurazione di condizioni pacifiche.

Inoltre, le Nazioni Unite sostengono la tutela dei diritti umani, forniscono aiuti umanitari, sostengono il diritto internazionale e sostengono lo sviluppo sostenibile.

I membri fondatori dell’ONU

Elaborata da Stati Uniti, Regno Unito, Russia e Cina, la Carta delle Nazioni Unite è emersa dopo la seconda guerra mondiale, firmata da 50 nazioni il 26 giugno 1945. La Polonia, sebbene inizialmente assente, si è unita come 51° membro fondatore il 15 ottobre 1945.

Con l’entrata in vigore della Carta il 24 ottobre 1945, furono ufficialmente inaugurate le Nazioni Unite e la Corte internazionale di giustizia ad essa affiliata. Nel corso del tempo si sono verificati cambiamenti nei membri, con alcuni membri fondatori sciolti (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Unione Sovietica) e altri sostituiti o rinominati.

Attualmente, l’ONU vanta 193 paesi membri, con criteri di ammissione semplici: un aspirante stato presenta una domanda impegnandosi a rispettare gli obblighi della Carta delle Nazioni Unite.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di cui cinque membri permanenti e a rotazione, valuta quindi l’ammissibilità, seguita da un voto dell’Assemblea Generale, che impone una maggioranza di due terzi per l’ammissione.

Paesi non appartenenti alle Nazioni Unite

Sebbene rari, esistono alcuni territori al di fuori dell’adesione alle Nazioni Unite. Due “Stati osservatori permanenti non membri”, la Santa Sede/Città del Vaticano e la Palestina, ne sono un esempio. Entrambi godono di benefici e servizi ma non hanno diritto di voto. In particolare, hanno il potenziale per diventare membri a pieno titolo, anche se ostacolati da circostanze uniche.

Santa Sede/Città del Vaticano

Essendo la sede mondiale della Chiesa cattolica e la più piccola nazione indipendente del mondo, la Città del Vaticano, governata dalla Santa Sede, opta contro l’adesione alle Nazioni Unite.

La logica alla base di questa scelta ruota attorno alla preservazione della non interferenza negli affari internazionali. Tuttavia, sorgono sfide riguardanti la statualità della Città del Vaticano e il suo ruolo nella sicurezza globale.

Palestina

Nonostante le numerose richieste di adesione alle Nazioni Unite, la Palestina mantiene lo status di osservatore permanente a causa di un conflitto irrisolto con Israele.

Mentre il riconoscimento della maggioranza sostiene la statualità, l’opposizione dei membri chiave del Consiglio di Sicurezza impedisce la piena adesione. Le prospettive di risoluzione rimangono incerte in un contesto di tensioni di lunga data.

Stati indipendenti non ancora pienamente riconosciuti dall’ONU

Diverse entità, tra cui Kosovo, Taiwan e Sahara occidentale, aspirano al riconoscimento. Il Kosovo, riconosciuto da numerosi stati ma a cui hanno posto il veto i principali membri del Consiglio di Sicurezza, rimane nel limbo. Taiwan deve affrontare l’opposizione della Cina, membro del Consiglio di Sicurezza, che ne ostacola la candidatura. La ricerca dell’indipendenza del Sahara Occidentale deve affrontare ostacoli logistici, che ritardano un referendum.

Kosovo

Il Kosovo, uno stato europeo, ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008. Nonostante il riconoscimento da parte di oltre 100 stati membri delle Nazioni Unite, tra cui gli Stati Uniti e numerosi paesi europei, persistono ostacoli per ottenere la piena adesione.

In particolare, il dissenso di Cina e Russia, membri fondamentali del Consiglio di Sicurezza, ostacola il tentativo del Kosovo di diventare una nazione, creando un’impasse diplomatica.

Taiwan

Taiwan, una nazione insulare adiacente alla Cina, detiene uno status diplomatico complesso. Originariamente parte della Repubblica di Cina (ROC), l’autonomia di Taiwan divenne importante in seguito alla guerra civile in Cina, culminata nel controllo del Partito Comunista sulla terraferma.

Successivamente, l’ONU ha trasferito il riconoscimento alla Repubblica popolare cinese (RPC), privando la ROC dei suoi membri. Nonostante gli sforzi di Taiwan per ottenere un’adesione indipendente alle Nazioni Unite, il potere di veto della RPC come membro del Consiglio di Sicurezza rappresenta una sfida continua.

Inoltre, la pressione diplomatica della RPC spinge i membri delle Nazioni Unite a riconoscere esclusivamente la Cina o Taiwan, portando alla rottura delle relazioni con i paesi favorevoli a Taiwan.

Sahara occidentale

Il Sahara occidentale, caratterizzato da una popolazione scarsa e da un vasto territorio desertico, ha cercato a lungo l’indipendenza dal Marocco. Nonostante il riconoscimento da parte di 44 membri delle Nazioni Unite, le controversie sul processo referendario ostacolano il progresso.

Altri territori con scarso riconoscimento

Inoltre, l’Ossezia del Sud, l’Abkhazia e Cipro del Nord, riconosciute da pochi, perseguono il riconoscimento. Numerosi altri territori cercano di aderire alle Nazioni Unite, anche se affrontano sfide diverse.

In sostanza, mentre l’ampio numero di membri delle Nazioni Unite comprende diverse nazioni, i conflitti irrisolti e le complessità diplomatiche sottolineano le complessità della governance e del riconoscimento globale.

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