Completata con successo la prima fase di set up del prodotto, Kippy apre il capitale a investitori per sostenere la crescita futura.

Kippy è la sola società italiana, attiva fin dal 2015, ad essersi specializzata nel campo dei “Dispositivi indossabili per animali”: una storia esemplare di come l’evoluzione tecnologica, muovendo dall’allora irrisolta problematica degli animali smarriti, abbia letteralmente creato un segmento di mercato a sé stante, via via sempre più distinto, di servizi ad elevato valore aggiunto. Digitalmente scalabili, modulabili, personalizzabili e tali da arrivare ad
esprimere, già nel 2019, un giro d’affari globale quantificabile in 3 Eur bln, dei 132 Eur bln complessivi del Global Pet Care.
Bisogni essenziali – sicurezza, salute e wellness dell’amico a quattro zampe – su cui Kippy ha abilmente modellato un’offerta di servizi in armonia con i ritmi di vita del proprietario stesso: dal monitoraggio della posizione alle attività dell’animale; dal raffronto storico/statistico con esemplari
della stessa razza fino alle interazioni social. Il tutto in real time, gestibile dal proprio smartphone, curato nei contenuti scientifici dalla Facoltà di Veterinaria di Milano e costantemente allineato nell’hardware e nel software, con gli standard tecnologici più evoluti.
L’offerta di Kippy, specifica per cani e gatti, si articola in due prodotti: il dispositivo Kippy EVO (agganciabile su qualsiasi collare) ed il relativo abbonamento (a partire da 3,3 Eur/mese). I dati raccolti dal collare vengono inviati, in real time e tramite GPS/WiFi/Bluetooth, al server centrale di
Kippy che, elaborate le informazioni, manda l’output sulla App del proprietario dell’animale. Il funzionamento è bi-direzionale; di conseguenza il collare recepisce in remoto qualsiasi comando digitato sul proprio smartphone. Inoltre, per rendere più efficiente e sicuro il servizio, Kippy mette a disposizione della Clientela un Help Desk a più livelli attivo in cinque lingue.


I due fondatori, Simone Sangiorgi e Marco Brunetti, si sono focalizzati fin da subito sul prodotto: dal 2015, inizio dell’attività, ad oggi con la versione “EVO”, Kippy è già al quarto sviluppo del dispositivo. Questa costante attenzione all’evoluzione tecnologica non è passata inosservata:
Vodafone, fin dal 2017, ha incluso Kippy nel suo carnet Internet of Things (IoT) dedicato al retail veicolandone la distribuzione del dispositivo, e dell’abbonamento, in Germania, Spagna, Portogallo, UK, Francia ed Italia. Ad oggi Kippy è presente in dieci paesi europei con una
distribuzione sia B2C (via website, Amazon, catene di negozi per animali) sia B2B2C (TelCo, Assicurazioni) arrivando a chiudere il 2020 con 2,3 Eur mln circa di fatturato con 25 K abbonati. Numeri tuttavia ancora limitati rispetto al potenziale e che, volutamente, coincidono con la fine
della prima fase di vita della società incentrata nello studio del prodotto, della sua scalabilità e, in ultimo, del capitale investito necessario per accompagnarne la vera espansione. Processo che comincerà a dispiegarsi dal 2021 su quattro pilastri: intercettando il crescente trend dei gatti e dei
cani a taglia più piccola con il lancio della versione Kippy Cats; investendo massicciamente nel marketing per amplificare le vendite del canale online; entrando nel ricco mercato americano ed, infine, perfezionando accordi con partner assicurativi. A questo scopo, la società ha deciso di aprire il capitale per un ammontare pari a 2,5 Eur mln e che saranno così impiegati: per il 50% circa in investimenti di marketing (trade – indicizzazione –
influencer); per il 35% in personale di struttura (sales – marketing – R&D – customer service) ed il restante 15% nel finanziamento del circolante.
Un mercato potenziale, il PWDM, stimato nel 2026 a 10.3 Eur bln a livello mondiale (stime CBGS su indagini ASPCA) e la cui progressione media annua (23%) è calcolata su un bacino di utenza, solo in Europa, pari a 62/70 mln di cani-gatti (90/94 in Usa) e, in termini solo di cani-gatti smarriti
annualmente, pari a 0,35/1,7 mln. Occorre inoltre ricordare come la spesa media per animale, tutto compreso, sia nell’ordine dei 1.515 $/anno (dati 2019) mentre il 70% della Clientela sia sopra i 36 anni. Numeri che, nel complesso, qualificano positivamente il conto economico di Kippy
grazie ad una crescente visibilità sui ricavi, una loyalty elevata della Clientela e, in ultima istanza, a supporto di una generazione di cassa sempre più significativa.