6 Marzo 2017

Aumenta l’informazione ma cala la profondità di critica
Angela Maria Scullica

Prima la Brexit poi la vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti hanno posto il mondo intero davanti al grande e vitale interrogativo della nostra epoca caratterizzata da una forte spinta verso la globalizzazione dei mercati. Si possono porre freni a questo vorticoso cammino, che alza la competizione e aumenta in modo esponenziale la selezione, mettendo muri, arginando flussi di popoli, proteggendo i confini nazionali come, sembra, vogliono gli americani? Oppure il progresso tecnologico sta procedendo così in fretta da creare di fatto un’immensa area di relazioni complesse fortemente interconnesse tra loro che travolge, in modo spontaneo e irreversibile, muri, argini, barriere e confini? Le tensioni di oggi intorno a questo interrogativo alimentano populismi, disfattismi, ansie che forniscono un terreno fertile per lo sviluppo di idee protezionistiche e di tentativi di restaurazione di un ordine che ha retto per anni in un mondo meno tecnologico di quello attuale. Se andiamo più a fondo, infatti, ad alimentare questa forte nostalgia del passato c’è la paura di un futuro di cui non si percepiscono i confini, che vede l’intelligenza artificiale connettersi e sostituirsi in molti aspetti a quella umana. Un mondo dove molte mansioni di oggi verranno sostituite da macchine sempre più perfette e intelligenti che saranno in grado di governare processi complessi in modo assolutamente autonomo. Robot che assomiglieranno sempre più agli uomini e uomini che incorporeranno sempre più tecnologia. Un’idea che spaventa tanti e che spalanca le porte su scenari di portata rivoluzionaria impensabili negli anni pre-crisi. L’umanità oggi si sta muovendo in questo magma in ebollizione e deve farlo con attenzione e lungimiranza senza lasciarsi coinvolgere da ansie, paure, sentimenti negativi e distruttivi. Come in tutte le fasi storiche di grandi trasformazioni opporsi al cambiamento dovuto al progresso spesso si traduce in una scelta riduttiva e alla fine perdente. La storia insegna infatti che nei passaggi epocali, come quello attuale, si presentano tante occasioni che una mentalità aperta, vigile, curiosa, intraprendente e lungimirante è in grado di vedere e cogliere in modo positivo e costruttivo. Ma insieme a queste doti, indispensabili per navigare con profitto nel mare magnum di questa società liquida (per cogliere la felice intuizione del filosofo Zygmunt Bauman), in un mondo in cui l’informazione è in sovrabbondanza, se ne aggiungono altre due: la conoscenza e la capacità (e voglia) di approfondire cause e motivi che portano Paesi e persone a prendere determinate decisioni, a fare certe dichiarazioni, ad avere atteggiamenti e via dicendo. Il paradosso dei nostri tempi infatti è proprio quello che più aumenta il flusso informativo, l’accesso in tempo reale a una molteplicità di fonti, il bombardamento di notizie ecc., più si diffondono superficialità e ignoranza. L’evolversi della tecnologia digitale ha permesso il rapido e veloce diffondersi di un quantitativo enorme di notizie che ancora non trova il tempo e le tecniche di analisi. Prova ne è il fenomeno sempre più dilagante delle notizie false e tendenziose che vengono diffuse in rete per ottenere certe reazioni e/o manipolare l’opinione altrui. Le voci si alzano per colpire l’interesse e l’immaginazione, i messaggi si studiano per diventare il più persuasivi possibili e per proporre facili soluzioni ai timori e alle ansie dilaganti, le tecniche si affinano per catturare l’attenzione del pubblico e portarlo dalla propria parte.  Ed è per sottrarsi alla manipolazione dei tanti pifferai magici che utilizzano la rete per amplificare e diffondere la loro musica, che diventa assolutamente necessario incrementare la propria conoscenza e volontà di capire a fondo tutti gli aspetti di un mondo in profonda trasformazione.



altri articoli
IN EDICOLA

L'EDITORIALE
La sfida si sposta sul rapporto uomo-robot

Siamo appena agli albori della quarta rivoluzione industriale, cosiddetta industria 4.0, termine coniato circa un decennio fa dal governo tedesco, che già si percepiscono e si vivono sulla nostra pelle i primi importanti e rivoluzionari cambiamenti. Innanzitutto nel modo di

Leggi tutto

Powered by Share Trading

Everlasting
I più letti
Le strategie del risparmio al tempo dei tassi a zero

06/04/2016

L'industria del risparmio gestito, con la raccolta record del 2015 (oltre 140 miliardi)

Hsbc Global Asset Management lancia due nuovi fondi sul mercato italiano

14/03/2016

HBSC Global Asset Management amplia la gamma di fondi disponibili per il mercato itali